Smarrito la password?

Domande Frequenti (FAQ) sul coaching

1 – Come puoi valutare se il coaching può esserti utile?

Per valutare se puoi trarre benefici dal coaching, comincia a riassumere quello che ti aspetti di realizzare attraverso questa relazione. Quando una persona ha una idea chiara dei risultati desiderati, una partnership con un coach può essere uno strumento utile per sviluppare una strategia finalizzata a raggiungere più agevolmente questi risultati. Dato che il coaching è una partnership, chiediti anche se trovi utile, il fatto di ricevere altre opinioni e di considerare nuove prospettive. Chiediti anche se sei disposto a dedicare tempo ed energia per attuare reali cambiamenti nel tuo lavoro o nella tua vita. Se la risposta a queste domande è positiva, allora il coaching può essere per te un modo vantaggioso per crescere e svilupparti.

2 – Che cosa ha fatto sì che la pratica di coaching stia crescendo così tanto?

Il coaching è cresciuto in maniera significativa per molte ragioni. In generale il mondo è cambiato tanto e il coaching risulta essere uno strumento utile per affrontare molti di questi cambiamenti. Per esempio, il coaching è un strumento impareggiabile per l’attuale mercato del lavoro così sfidante. Ci sono più cambiamenti di ruolo, più persone che lavorano per conto proprio e più piccoli imprenditori. Ecco alcuni esempi tratti dall’esperienza di tutti i giorni:

  • Cambiamenti repentini nel contesto del mercato.
  • Ridimensionamenti, ristrutturazioni, fusioni e altri cambiamenti organizzativi che hanno radicalmente alterato quello che è stato definito “il contratto di lavoro tradizionale”. Le società non possono più raggiungere risultati usando approcci manageriali tradizionali.
  • In certe aziende c’è una mancanza crescente di impiegati competenti; per attrarre e trattenere i talenti manageriali le società devono impegnarsi ad investire nello sviluppo individuale.
  • C’è una ampia disparità tra le tematiche a cui i manager sono stati formati e le cose che il lavoro ora richiede loro per soddisfare le richieste crescenti di raggiungere risultati competitivi.
  • C’è inquietudine da parte di tanti datori di lavoro e capi di molte aziende; le persone lottano per i timori legati all’insicurezza sul lavoro e le pressioni crescenti sul lavoro per produrre a livelli più alti come non era mai successo prima.
  • Le società devono sviluppare ambienti di lavoro collaborativi e che siano inclusivi, in modo da raggiungere obiettivi commerciali strategici e mantenere alti livelli di soddisfazione del cliente.

Inoltre, le persone che hanno conosciuto eccellenti risultati attraverso il coaching ne parlano sempre più ai colleghi. In breve, il coaching aiuta le persone a concentrarsi su quello che è importante per loro nella vita: dagli affari agli affetti. Oggi le persone sono più aperte all’idea di essere responsabili della propria vita. Il coaching aiuta le persone a fare questo; ecco perché la pratica del coaching continua a crescere.

3 – Quali input o risorse vengono più frequentemente utilizzati in una conversazione di coaching?

Valutazioni – Sono disponibili una serie di valutazioni per supportare il processo di coaching, a seconda dei bisogni e della situazione contingente del cliente. Le valutazioni forniscono delle informazioni obiettive che possono migliorare la consapevolezza dell’individuo così come la sua consapevolezza rispetto agli altri e alla situazione; le valutazioni forniscono anche dei riferimenti per creare obiettivi di coaching e strategie attuabili e offrono un metodo per valutare i progressi compiuti.

Concetti, modelli e principi – Molti concetti , modelli e principi derivanti dalle scienze comportamentali, dalla letteratura manageriale, dalle tradizioni spirituali e/o dall’arte e dalle materie umanistiche possono essere incluse in una conversazione di coaching in modo da accrescere la consapevolezza del cliente e la consapevolezza che ha degli altri; incoraggiarne in prospettiva i cambiamenti, promuoverne vivide intuizioni, fornirgli nuove strutture per guardare alle opportunità e alle sfide, e stimolarne e inspirarne le successive azioni.

Approccio elogiativo – Il coaching include un approccio elogiativo che si fonda sul riconoscimento di ciò che è giusto, di ciò che funziona, di ciò che è desiderato, di ciò che è necessario per arrivare all’obiettivo. Nell’utilizzare un approccio elogiativo, il coach modella degli skills e metodi di comunicazione costruttivi che la persona o il team possono usare per migliorare l’efficacia della propria capacità di comunicazione. L’approccio elogiativo prevede domande basate sulla scoperta, una modalità proattiva (in opposizione a quella reattiva) nella gestione delle sfide e delle opportunità personali, una formulazione costruttiva di osservazioni e feedback finalizzati ad ottenere reazioni positive dagli altri. E’ un approccio che considera il successo come contrapposizione al fatto di concentrarci sui problemi. L’approccio elogiativo è semplice da capire e da usare, ma i suoi effetti possono essere profondi nel convogliare le potenzialità ideative del cliente e la sua azione orientata all’obiettivo.

4 – Cosa dovrebbe cercare una persona quando seleziona un coach?

La cosa più importante nel processo di selezione di un coach è di individuare una persona con cui puoi sentirti pienamente in sintonia e instaurare una solida partnership. Qui di seguito alcune domande che puoi chiedere ad eventuali coach:

  • Qual è la tua esperienza di coaching? (numero di persone, anni di esperienza, tipi di situazioni)
  • Qual è la tua formazione specifica sul coaching? Hai la credenziale ICF oppure stai svolgendo un programma di formazione per l’ottenimento della credenziale?
  • Qual è la tua specialità nel coaching o in quali aree specialistiche lavori più frequentemente?
  • Quali sono le competenze specifiche o l’esperienza che usi nel rilasciare il coaching?
  • Qual è la tua filosofia a proposito del coaching?
  • Qual è il tuo metodo specifico per il coaching? (come vengono condotte le sessioni, la frequenza, ecc…)
  • Hai delle storie di successo sul coaching? (esempi specifici di persone che hanno lavorato bene ed esempi su come hai dato valore al loro coaching).

5 – Quanto tempo un coach lavora con una persona?

La durata della partnership di coaching varia in funzione dalle esigenze della persona o del team; può variare da un minimo di tre sessioni fino a un massimo di nove o dieci mesi. Per alcuni tipi di coaching mirato, può funzionare bene un periodo dai 3 ai 6 mesi di lavoro. Per altri tipi di coaching il cliente può trovare proficuo lavorare più a lungo con il coach. I fattori che possono influire sulla durata comprendono: il tipo di obbiettivi, il modo con cui le persone o i team amano lavorare, la frequenza delle sessioni di coaching, e le risorse finanziarie disponibili per sostenere il coaching.

6 – Come garantire una partnership compatibile?

Bisogna soprattutto essere preparati nel progettare la partnership insieme al coach. Per esempio pensa ad una partnership forte che hai nella tua vita professionale o privata. Pensa a come hai costruito questa relazione e che cosa è importante per te nella partnership. Vorrai costruire le stesse cose nella relazione di coaching. Qui sotto alcuni suggerimenti:

  • Organizza un incontro personale con uno o più coach per stabilire “quello che senti a pelle”. I coach hanno l’abitudine ad essere intervistati e il primo incontro conoscitivo è generalmente gratuito.
  • Individua le somiglianze stilistiche e le differenze tra te e il coach, e in che modo queste possono supportare la tua crescita come individuo o quella del tuo team.
  • Esamina i tuoi obiettivi alla luce della specialità del coach o del suo modo preferito di lavorare con una persona o un team.
  • Parla con il coach sul cosa fare se senti che le cose non stanno andando bene; mettiti d’accordo subito sul modo in cui trattare le questioni e i problemi.
  • Ricordati che il coaching è una partnership, quindi prova ad essere assertivo nel parlare con il coach di qualsiasi cosa ed in qualsiasi momento.

7 – Nella partnership, cosa fa il coach e cosa il cliente?

Il ruolo del coach consiste nel dare una valutazione obiettiva e delle osservazioni che incoraggino gli individui o i componenti di un team ad incrementare la propria autoconsapevolezza e quella che hanno degli altri; consiste altresì nel praticare un ascolto sagace per comprendere pienamente la situazione della persona o del team, e fare da cassa di risonanza a beneficio delle potenzialità ideative e della pianificazione profonda e della presa di decisione del ciente. Il ruolo del coach consiste inoltre nell’incoraggiare la sfida commisuratamente alle proprie forze e aspirazioni, spingere ai cambiamenti nei modi di pensare a nuove prospettive, sfidare “le aree oscure” in modo da illuminare nuove possibilità e supportare la creazione di scenari alternativi. Infine il coach deve mantenere delle frontiere professionali nella relazione di coaching, compresa la riservatezza e l’adesione al codice etico della professione di coach.

Il ruolo dell’ individuo o del team consiste nel creare il programma di coaching basato sui propri più significativi obiettivi, nell’ utilizzare valutazione e osservazioni per migliorare la propria consapevolezza e quella degli altri, nell’immaginare il successo personale o dell’organizzazione, nell’assumere piena responsabilità per le proprie decisioni ed azioni; usando quindi il processo di coaching per promuovere la potenzialità del pensiero verso nuove prospettive, intraprendere azioni coraggiose in linea con gli obiettivi e le aspirazioni personali, impegnarsi in un pensiero globale e sviluppare competenze di risoluzione dei problemi, utilizzare gli strumenti, i concetti, modelli e principi forniti dal coach per prendere azioni future efficaci. Per avere successo il coaching chiede alcune cose alla persone, tutte animate da un forte proposito.

  • Focalizzazione - su se stessi, sulle domande difficili, sulle verità difficili e sui propri successi.
  • Osservazione – dei comportamenti e delle comunicazioni proprie e degli altri.
  • Ascolto – delle proprie intuizioni, supposizioni, giudizi e del modo in cui una persona si percepisce quando parla.
  • Autodisciplina – per mettere in discussione atteggiamenti esistenti, credenze e comportamenti  e svilupparne di nuovi che possano favorire il raggiungimento dei propri obiettivi in modo migliore o più rapido.
  • Stile – fare leva sui propri punti di forza e lavorare sulle proprie aree di miglioramento in modo da sviluppare uno stile vincente.
  • Azioni decisive - per quanto scomode e a dispetto delle insicurezze personali, agirle allo scopo di raggiungere l’eccellenza o di superare situazioni di impasse.
  • Compassione – per se stessi, dato che si sperimentano nuovi comportamenti, esperienze, successi, ma anche intoppi o sconfitte, e per gli altri, per le stesse ragioni.
  • Umorismo – impegnarsi a non prendersi troppo sul serio, usando l’umorismo per alleviare e migliorare la prospettiva di qualsiasi situazione.
  • Controllo di se stessi – mantenere compostezza di fronte a eventuali delusioni e a delle aspettative insoddisfatte, evitando reazioni emotive inappropriate.
  • Coraggio – per raggiungere mete più sfidanti di prima, per una continua autoesplorazione e per superare ostacoli interni ed esterni; spostandosi dall’ “essere timoroso” all’ “essere in uno stato di abbondanza”, quale strategia di successo.

8 – Come può essere valutato il successo di un processo di coaching?

La valutazione può essere fatta in 2 modi distinti. La prima: ci sono gli indicatori esterni di performance, che possono essere visti e valutati nel contesto del team. La seconda: ci sono indicatori interni di successo, che riguardano il team o la persona nel processo di coaching e possono essere valutati dagli stessi team e individui mediante il supporto del coach. In un processo di coaching possiamo ritrovare entrambi gli indicatori. Esempi di indicatori esterni: raggiungimento degli obiettivi di coaching stabiliti all’inizio del rapporto di coaching, incremento del reddito, ottenimento di una promozione, feedback sulla prestazioni ottenuto da un campione di individui che sono parte essenziale del contesto ( es. collaboratori diretti, colleghi, clienti, capi, lo stesso manager) dati di performance personali e/o di business ( produttività, provvedimenti efficienti). I parametri esterni prescelti dovrebbero essere basati su cose che la persona sa valutare già e sulle quali è in grado di esercitare un’influenza diretta. Esempi di indicatori interni: autovalutazioni che possono esser somministrate all’inizio e ad intervalli regolari nel processo di coaching, cambiamenti nella consapevolezza della persona e in quella degli altri, cambi di paradigma che guidano verso azioni più efficaci e cambiamenti di stati emotivi che ispirano maggior fiducia.

9 – Quali sono i fattori da prendere in considerazione per l’investimento nel coaching?

Lavorare con un coach richiede un impegno personale di tempo, di energie ma anche un impegno finanziario. Le tariffe richieste variano in funzione della specialità e del livello di esperienza del coach. I clienti devono tener conto dei benefici desiderati così come del tempo da investire nel coaching. Poiché il rapporto di coaching implica una comunicazione chiara, ogni preoccupazione o questione finanziaria devono essere discusse all’inizio del rapporto di coaching e prima che l’accordo sia concluso. Il servizio di referenza della Federazione Internazionale (www.coachferation.org) ti permette di fare una ricerca del coach in base alle qualifiche e in base alle tariffe.

10 – In che modo il coaching si distingue da altre professioni di servizio rivolte alla persona?

Il coaching eroga un servizio diverso che si concentra sulla vita della persona relativamente alla formazione degli obiettivi, alla creazione di risultati e alla gestione di cambiamenti personali. Per capire cos’è un coach, può essere utile distinguere il coaching da altre professioni che erogano un supporto personale o organizzativo.

  • Terapia – Il coaching si distingue dalla terapia per diversi motivi. Prima di tutto è una professione che supporta la crescita e lo sviluppo personale e professionale basato sul cambiamento individuale e orientato a specifici risultati perseguibili. Questi risultati sono collegati al successo personale o professionale. La prospettiva del coaching si dirige in avanti e si concentra sul futuro. La terapia invece ha a che fare con la cura di una sofferenza e con disfunzioni e conflitti relazionali. Con la terapia si prova spesso di risolvere delle difficoltà provenienti dal passato e che impediscono il funzionamento emotivo della persona nel presente; si prova soprattutto di migliorare il funzionamento psicologico e di fare terapia all’interno delle circostanze della vita privata e professionale, in un modo emotivamente sano. I risultati della terapia rappresentano un miglioramento di stati emotivi. Mentre un normale risultato del coaching è quello di pervenire a emozioni positive, poiché la cosa più importante è quella di creare delle strategie realizzabili per il raggiungimento di specifici obiettivi nella vita privata o professionale. Nella relazione di coaching si da molta importanza all’azione, alla responsabilità e al proseguire le azioni avviate.
  • Consulenza. I consulenti sono chiamati da manager o organizzazioni allo scopo di accedere ad una conoscenza specialistica. L’approccio nella consulenza può variare molto, spesso si suppone che il consulente diagnostichi dei problemi e prescriva, mettendole a volte in atto, delle soluzioni. In generale con il coach si da per scontato che gli individui o i team siano capaci di generare le proprie soluzioni con l’aiuto del coach, mediante approcci e metodi basati sulla scoperta.
  • Mentoring. Il mentoring può essere definito come una guida grazie all’esperienza o alla condivisione di esperienza di un mentor in un un’aera specifica dello sviluppo aziendale o professionale; per questo, talvolta, viene confuso con il coaching. Benché alcuni coach praticano il mentoring come parte del loro coaching, come per esempio nella mentorship di nuovi coach, tuttavia essi non possono essere considerati come mentori dalle persone a cui rilasciano il coaching.
  • Training. I programmi di training sono basati sull’ acquisizione di certi obiettivi di apprendimento così come impostati dal trainer o dall’ istruttore. Benché gli obiettivi siano chiariti nel processo di coaching, sono stabiliti dalla persona o dal team sempre sotto la guida del coach. Il training presume inoltre un percorso di apprendimento lineare che coincide con un curriculum prestabilito. Il coaching è meno prevedibile e non ha un programma basato sul background del partecipante.
  • Sviluppo atletico. Benché le metafore sportive siano molto usate nel coaching, il coach professionista non ha nulla a che spartire con il coach sportivo tradizionale. Il coach degli atleti è spesso visto come un esperto che guida e dirige il comportamento degli individui o dei team basandosi sulla sua ampia esperienza e conoscenza. I coach professionisti possiedono queste qualità ma la loro esperienza o conoscenza è al servizio della persona o del team che determinano la direzione da intraprendere. In aggiunta il coach professionista, contrariamente allo sviluppatore atletico, non si concentra sui comportamenti agiti in modo inefficiente o scorretto; cerca invece di identificare delle opportunità di sviluppo basate sulle capacità e sui punti di forza di ogni persona.