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Requisiti Minimi di Competenza per le Credenziali PCC

Requisiti Minimi di Competenza per le Credenziali PCC

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L’ICF ritiene che sia necessario sostenere i suoi membri coach nello sviluppo delle loro competenze. Ogni master coach ha iniziato come principiante, è progredito attraverso un livello intermedio di competenza, ed è diventato esperto, dove il tratto distintivo è sempre la prova concreta dell’apprendimento del coach. Il processo delle credenziali di ICF con i suoi tre livelli è un riflesso del continuum di sviluppo al quale ogni coach si sottopone. 
Il presente documento è stato creato per sostenere i coach alla preparazione dell’esame delle credenziali PCC. Ci auguriamo anche che questo documento aiuti i mentor coach a sostenere e supervisionare questi coach; e che le scuole di formazione di coaching si impegnino nell’accreditamento dei loro programmi. L’obiettivo è aiutare i coach a completare con successo l’esame PCC e a sviluppare le loro competenze come coach. 
La struttura del documento fornirà, per coloro che sono alla ricerca di una credenziale, una comprensione riguardo a ciò che gli esaminatori valuteranno in relazione a ciascuna competenza, il livello minimo di abilità necessario per dimostrare con successo un livello di competenza PCC e anche capire quali siano i comportamenti “non coaching” che possono impedire il completamento di un processo di esame PCC con successo.
Ci auguriamo che il documento supporti ogni coach nel rispondere alle seguenti domande: Che cosa significa essere un coach PCC? Che cosa ascoltano gli esaminatori ICF quando valutano un coach PCC? Mentre faccio progressi nel percorso di coaching, quali sono i miei punti di forza e quali sono le aree di competenza che ho bisogno di sviluppare per passare l’esame PCC?
Infine, l’ICF è fermamente convinta che i clienti ricevano reale e sostanziale valore dai coach PCC. Quel valore che resti sempre nella completa attenzione del coach verso il cliente e ciò che il cliente desidera realizzare, così come il completo sostegno del coach nel piano/agenda del cliente. Ci congratuliamo con ciascun coach per il percorso intrapreso e confidiamo di sostenere il vostro cammino di crescita come coach e il vostro percorso alle credenziali all’interno dell’ICF. 
Conoscenza delle linee giuda di etica e norme professionali – Comprensione delle norme di coaching, norme di etica e la capacità di applicarle in modo adeguato in tutte le situazioni di coaching. 
Comprende e manifesta nel comportamento le norme di condotta ICF (vedi nell’elenco, parte III del Codice di Etica ICF)
Comprende e segue tutti gli Orientamenti Etici di ICF (vedi lista)
Comunica chiaramente la distinzione tra formazione, consulenza, psicoterapia ed altri supporti professionali
Suggerisce al cliente altri supporti professionali se necessario, riconoscendo quando è necessario e indicando le risorse disponibili 
NOTA IMPORTANTE:
La familiarità con il codice di etica e la sua applicazione è necessaria per tutti i livelli di coaching e lo standard per dimostrare una forte comprensione etica di coaching è simile e rigorosa per tutti i livelli delle credenziali ICF. Un candidato supererà questa competenza se dimostrerà una conoscenza della conversazione di coaching che sarà focalizzata sulla ricerca e sull’esplorazione e se la conversazione si baserà su questioni presenti e future. Un candidato non supererà questa competenza se si concentrerà in primo luogo a dire al cliente che cosa fare o come farlo (modalità di consulenza) o se la conversazione si baserà principalmente al passato, in particolare il passato emotivo (modalità terapeutica). Inoltre, l’ICF sottolinea che se un candidato non è in grado di esporre con sufficiente chiarezza i concetti di base e le competenze alla base della definizione di coaching di ICF e, se inoltre manchi della fluidità nell’uso delle competenze, questo si rifletterà nel livello dimostrato in alcune delle competenze sotto elencate.
Ad esempio, se un coach si limita a dare consigli o ad indicare come giusta una particolare risposta, non ci saranno la fiducia e l’intimità, la presenza di coaching, le domande potenti, la creazione di consapevolezza, la capacita del cliente di generare azioni e responsabilità, e quindi verranno negate le credenziali a qualsiasi livello.
Stabilire il contratto/accordo di coaching – Capacità di comprendere ciò che è richiesto nella specifica interazione di coaching e concordare con il cliente il processo di coaching e i termini della relazione
Comprende e discute efficacemente con il cliente le linee guida ed i parametri specifici della relazione di coaching (ad es: la logistica, i compensi, il calendario dell’attività, qualsiasi altro dettaglio che sia attinente)
Concorda cosa è appropriato per la relazione e cosa non lo è, cosa viene e non viene offerto, e le responsabilità del coach e del cliente
Determina se vi sia effettiva armonia tra il proprio metodo di coaching e le necessità del cliente
Competenze chiave valutate: 1) Profondità di creazione dell’accordo per la sessione; 2) L’abilità del coach di fare da partner e la profondità di partnership con il cliente nella creazione dell’accordo, le misure di successo, e le questioni sulle quali rivolgersi.
Ad un livello PCC, lo standard minimo di abilità che deve essere dimostrato per raggiungere un punteggio valido per stabilire l’accordo di coaching è che il coach chieda al cliente su cosa desideri lavorare, esplori e confermi che l’agenda sia significativa per il cliente e che lo spingerà in avanti verso i risultati desiderati, lo supporterà nell’esplorazione delle misure di successo per ciascun risultato desiderato durante la sessione e lo aiuterà in alcune esplorazioni relative alle questioni legate a ciascun risultato/obiettivo. Il coach si occuperà, dell’agenda in questione, delle misure da adottare e delle questioni relative a tutto il coaching. Inoltre durante la sessione il coach verificherà con il cliente se di fatto gli obiettivi per la sessione siano effettivamente raggiunti..
Un coach non riceverà un punteggio valido nello stabilire l’accordo di coaching sull’esame PCC se il coach sceglierà l’argomento/i per il cliente o se il coach non farà coaching sugli argomenti che il cliente ha scelto.
La valutazione di questa competenza avrà anche esito negativo se il coach non si impegnerà nell’ esplorazione delle misure di successo per ogni argomento con il cliente, o se definirà provvedimenti per il cliente. La valutazione sarà anche influenzata negativamente se il coach non si impegnerà nell’ esplorazione di questioni fondamentali relative al raggiungimento di risultati o di agenda, o se non verificherà la direzione verso gli obiettivi desiderati dal cliente nella sessione.
Stabilire fiducia e confidenza con il cliente. – Capacità di creare sicurezza ed un ambiente favorevole che produce continuo rispetto reciproco e fiducia
Dimostra interesse genuino per il benessere attuale e futuro del cliente
Dimostra continuamente integrità personale, onestà e sincerità
Stabilisce accordi chiari e mantiene le promesse
Manifesta rispetto per le percezioni del cliente, il suo stile di apprendimento, il suo modo di essere
Offre supporto continuo ed incoraggia/sostiene nuovi comportamenti ed azioni del cliente, comprese quelle che coinvolgono l’assunzione di rischi e la paura di fallire
Chiede l’autorizzazione ad esplorare con il cliente nuove aree sensibili e delicate
Competenze chiave valutate: 1) La profondità del coach di mettersi in connessione con il cliente; 2) La profondità del coach di dimostrazione di fiducia nel cliente e sui modi di pensare, e di creare del cliente. 3) La disponibilità del coach di essere completamente a proprio agio con la propria autenticità mentre si trova con il cliente
Ad un livello di PCC, lo standard minimo di abilità che deve essere dimostrato per ricevere un punteggio valido per stabilire fiducia e intimità con il cliente è che il coach mostri genuina preoccupazione per cliente, sia in sintonia con le sue percezioni, stili di apprendimento, e modi di essere. Il coach dovrà anche dimostrare capacità di fornire al cliente costante sostegno per i nuovi comportamenti e azioni, così come invitarlo a partecipare nello sviluppo e creazione dei nuovi comportamenti.
Un coach non riceverà un punteggio valido per l’istituzione di fiducia e di intimità con il cliente per l’esame PCC se il coach dimostrerà notevole interesse per il proprio punto di vista sulla situazione piuttosto che sul punto di vista della situazione del cliente, non cercherà le informazioni provenienti dal cliente sul suo modo di pensare la situazione, non cercherà informazioni sugli obiettivi del cliente per quanto riguarda la situazione, oppure se l’attenzione sembrerà essere sulla propria performance o sulla propria dimostrazione di conoscenza circa l’argomento. Inoltre, la valutazione sarà influenzata negativamente se il coach non inviterà il cliente a condividere il pensiero e la riflessione sullo stesso piano.
Presenza nel coaching – Abilità di essere completamente consapevole e di creare relazioni spontanee con il cliente, impiegando uno stile aperto, flessibile e confidenziale
È presente e flessibile durante il processo di coaching, adeguandosi alla situazione
Accede alle proprie intuizioni e confida nelle proprie sensazioni interiori
È aperto ad assumere una posizione di non-conoscenza e ad assumere rischi
Vede/esplora diversi modi di lavorare con il cliente e sceglie al momento ciò che è più efficace
Usa l’ironia con efficacia per creare leggerezza ed energia
Cambia prospettiva con fiducia e sperimenta nuove opportunità di azione
Dimostra fiducia nell’affrontare emozioni forti, nel gestirle senza esserne travolto o condizionato dalle emozioni del cliente.
Competenze chiave valutate: 1) La profondità del coach di partnership con il cliente; 2) La profondità del coach di osservazione e di utilizzo dell’intero contesto del cliente nel processo di coaching
Ad un livello PCC, lo standard minimo di abilità che deve essere dimostrato per ricevere un punteggio valido per la presenza di coaching è che il coach parteciperà all’agenda del cliente, ricercherà informazioni dal cliente sull’agenda, sarà reattivo a tali informazioni in quanto si riferirà in particolare sia alle azioni necessarie per raggiungere l’ordine del giorno del cliente, che al modo di pensare, di apprendere e di essere del cliente.
Il coach sarà anche attento a quali azioni il cliente metterà in relazione all’ordine del giorno e in una certa misura, in che modo tali azioni riguarderanno il cliente per ciò che concerne il suo modo di pensare, apprendere e creare.
Inoltre, il coach dovrà dimostrare un buon livello di partnership con il cliente, dove il cliente ha voce non solo nella scelta del tema, ma anche nella scelta del metodo e delle modalità di coaching.
ICF fa notare che fiducia, intimità e presenza sono competenze molto collegate. Pertanto, un coach non riceverà un punteggio valido per la presenza di coaching sull’esame PCC se il coach dimostrerà notevole interesse per il proprio punto di vista della situazione piuttosto che il punto di vista del cliente sulla situazione, se non cercherà informazioni
sul pensiero del cliente circa la situazione o non risponderà a tali informazioni, non cercherà informazioni sugli obiettivi del cliente per quanto riguarda la situazione o non risponderà a tali informazioni, o se l’attenzione sembrerà essere sulla prestazione o dimostrazione di conoscenza da parte del coach circa l’argomento. La valutazione avrà anche esito negativo se il coach, invece di essere presente e reattivo col cliente, si affiderà eccessivamente ad una formula esplicita di coaching, ad uno specifico strumento di coaching, o a domande standard di coaching. La valutazione sarà anche influenzata negativamente se il coach non consentirà al cliente di contribuire a creare il metodo o il modo in cui la sessione di coaching si evolverà.
Ascolto attivo – Capacità di concentrarsi completamente su ciò che il cliente sta dicendo e non sta dicendo, di comprendere il significato di ciò che viene detto nel contesto dei desideri del cliente, e di sostenere l’auto-espressione/spontaneità del cliente
Partecipa secondo l’agenda del cliente e non segue l’agenda che il coach crea per il cliente
Ascolta le preoccupazioni del cliente, i suoi obiettivi, i valori e le convinzioni a proposito di ciò che è o non è possibile
Distingue tra le parole, il tono della voce, ed il linguaggio del corpo
Riassume, parafrasa, reitera, rispecchia ciò che il cliente ha detto, per assicurare chiarezza e comprensione
Incoraggia, accetta, esplora e rinforza l’espressione di sentimenti, percezioni, preoccupazioni, convinzioni e suggestioni del cliente.
Integra e concretizza le idee ed i suggerimenti del cliente
Conclude e comprende l’essenza della comunicazione del cliente e lo aiuta a chiarirla, piuttosto che dilungarsi in storie descrittive
Permette al cliente di dar libero sfogo e di chiarire la situazione senza dare giudizi o pareri, allo scopo di spostarsi alla fase successiva
Competenze chiave valutate: 1) La profondità del coach di ascoltare ciò che il cliente dice in relazione all’agenda del cliente; 2) La capacità del coach di sentire su più livelli compreso il contenuto emotivo e sostanziale delle parole; 3) La capacità del coach di sentire le credenze sottostanti,il pensiero, la creatività e l’apprendimento che si stanno verificando nel cliente, riconoscendo incongruenze nel linguaggio, nelle emozioni e nelle azioni;
4)La capacità del coach di ascoltare il linguaggio del cliente e ad incoraggiare il cliente ad approfondire il proprio linguaggio descrittivo.
Ad un livello PCC, lo standard minimo di abilità che deve essere dimostrato per ricevere un punteggio valido per l’ascolto attivo è che il coach ascolti sul piano conscio ciò che il cliente dice in relazione all’agenda, risponda ad esso in relazione all’agenda del cliente, che l’ascolto sia focalizzato su come aiutare il cliente a raggiungere la propria agenda, e che il coach possa cambiare direzione se il cliente stesso cambia direzione. Il coach avrà capacità di sentire una buona parte del modo di pensare, di apprendere e di creare del cliente, comprendendo ciò che dice il cliente. Il coach dovrà dimostrare una buona capacità di sentire i punti di forza e proporre le sfide.
Un coach non riceverà un punteggio valido per l’ascolto attivo sull’esame PCC se il coach non dimostrerà che l’ascolto sarà focalizzato e risponderà a ciò che il cliente sta dicendo o se la risposta del coach non sarà legata a ciò che il cliente sta cercando di raggiungere o se l’ascolto si limiterà ad ascoltare problemi o punti deboli. Il coach non riceverà un passaggio di livello sull’esame PCC se si dimostrerà concentrato sulla sua personale conoscenza dell’argomento o se dirà al cliente che cosa fare. Inoltre, la valutazione sarà influenzata negativamente se il coach dimostrerà interesse verso le sue proprie percezioni, modelli di pensiero, di apprendimento e di creazione piuttosto che essere in grado di sentire alcuni dei modelli e dei modi di pensare, di apprendimento e di creazione del cliente
Domande Potenti – Capacità di porre domande che rivelano le informazioni necessarie per il massimo beneficio nel rapporto tra il coach e il cliente.
Competenze chiave valutate: 1)La profondità del coach di fare domande che evochino questioni fondamentali contenute alla base dell’agenda del cliente; 2) La capacità del coach di esplorare ed evocare l’esplorazione da parte del cliente del contenuto emozionale e sostanziale delle parole; 3) La capacità del coach di esplorare e di evocare con l’esplorazione da parte del cliente, credenze di base e i modi di pensare, di creare, e di apprendimento
che si stanno verificando per il cliente; 4) La profondità con cui il coach
fornisce uno spazio per la riflessione e suscita nuove prospettive dal cliente
Ad un livello PCC, lo standard minimo di abilità che deve essere dimostrato per ricevere un punteggio valido per le domande potenti è che le domande del coach partecipino all’agenda del cliente e includeranno un mix di domande orientate all’informazione e all’esplorazione. Il mix dovrà essere ponderato verso la suggestività piuttosto che verso le domande informative. Queste dovranno includere un mix di domande orientate alle esplorazione delle questioni di base del cliente, secondo l’agenda, oltre ad alcune domande che consentiranno al coach e al cliente di vedere come il suo modo di essere, di apprendere, di creare e di agire, potrà essere utilizzato per raggiungere il successo. Molte delle domande dovranno provenire dall’ascolto del coach verso il cliente, su più livelli, e formulate secondo il linguaggio del cliente, piuttosto che nel linguaggio del coach. A questo livello, l’utilizzo del coach di formule o standard (question) dovranno essere abbastanza limitate.
Un coach non riceverà un punteggio valido per le domande potenti ai fini dell’esame PCC se il coach porrà domande che rifletteranno il punto di vista del coach sulla situazione o se verranno date risposte preconfezionate, decise dal coach. Il coach non riceverà un passaggio di grado su questa competenza se le domande condurranno il cliente nella direzione scelta dal coach senza averne discusso e con l’assenso da parte del cliente. A questo livello, il coach dovrebbe andare al di là delle domande standard. Pertanto, l’incapacità del coach di muoversi al di là di domande standard di coaching o dei modelli di pensiero e di apprendimento che escludono i modelli di pensiero e di apprendimento del cliente, avranno un impatto negativo sulla il valutazione.
Comunicazione diretta – Capacità di comunicare in modo efficace nel corso delle sessioni di coaching e di utilizzare un linguaggio che abbia il maggior impatto positivo sul cliente
È chiaro, articolato e diretto, nel condividere ed offrire feedback
Ripropone e articola, per aiutare il cliente a capire da un’altra prospettiva, ciò che desidera o ciò che non è chiaro
Formula con chiarezza gli obiettivi del coaching, l’agenda degli incontri, lo scopo di tecniche o esercizi.
Usa un linguaggio appropriato e rispettoso verso il cliente
Utilizza metafore ed analogie per illustrare un punto, o delineare uno scenario verbale (non-sessista, non razzista, non-tecnico, non-in gergo)
Competenze chiave valutate: 1) La semplicità, l’immediatezza, e la profondità con cui il coach condivide prospettive, pensieri, intuizione, e feedback; 2) Se il coach sembra avere attaccamento alla sua propria prospettiva; 3) L’uso efficace del coach del linguaggio e dei modelli di apprendimento del cliente. 4) l’accoglienza e la disponibilità che il coach da al cliente di condividere le proprie prospettive, pensieri, intuizione, e feedback.
Propone domande che riflettono l’ascolto attivo e la comprensione della prospettiva del cliente
Fa domande che evocano scoperta, perspicacia, impegno o azione (ad es: quelle domande che sfidano le ipotesi del cliente)
Fa domande aperte per favorire più ampia chiarezza, opportunità o nuovo apprendimento
Fa domande che spingono il cliente in avanti verso i propri obiettivi, non domande che richiedono al cliente di giustificarsi o di guardare indietro.
A un livello PCC, lo standard minimo di abilità che deve essere dimostrato per ricevere un punteggio valido per la comunicazione diretta è che il coach sia spesso diretto e che abbia una base sufficiente di strumenti linguistici da usare con il cliente. Inoltre, il coach fornirà accoglienza e disponibilità per il cliente a condividere intuizioni e modelli di pensiero come parte del processo di apprendimento. La comunicazione del coach sarà orientata non solo alla situazione attuale, ma anche, a volte, ad una più ampia riflessione e apprendimento, sempre a disposizione del cliente. Il coach farà buon uso del linguaggio del cliente come parte della loro la comunicazione.
Un coach non riceverà un punteggio valido per la comunicazione diretta sull’esame PCC se il coach si baserà in maniera significativa o predominante, sul proprio linguaggio, sui propri modelli di pensiero, e modelli di apprendimento, senza l’uso delle competenze del cliente in questi settori/ambiti. La valutazione sarà anche influenzata negativamente se il coach non inviterà il cliente a condividere questi ambiti, così come l’intuizione del cliente, o se il coach sarà legato ad una particolare direzione o risultato nel processo di coaching.
Competenze chiave valutate: 1) La capacità del coach di collaborare pienamente con il cliente nell’esplorazione di nuove prospettive più ampie, di apprendimento, creatività, e azioni; 2) La capacità del coach di condividere le prospettive senza il proprio attaccamento e l’invito per il cliente a condividere riflessioni, prospettive, e intuizione; 3) L’invito del coach e l’accettazione del cliente all’intuizione, alla riflessione e al linguaggio come strumenti vitali per il processo di coaching; 4) La capacità del coach di illuminare le credenze del cliente che potrebbero inibire la crescita o la realizzazione di obiettivi del cliente senza trattare/considerare l’osservazione del coach come verità assoluta, ma solo come punto di vista del coach; 5) La capacità del coach di utilizzare il linguaggio del cliente come strumento di creazione di consapevolezza; 6) La capacità del coach di integrare inizio, parte centrale e fine della sessione insieme, se appropriato per il cliente e ai fini della creazione di apprendimento.
Creare consapevolezza – Capacità di integrare e di valutare con precisione diverse fonti di informazione, e di fare interpretazioni che aiutino il cliente a ottenere consapevolezza e quindi raggiungere risultati prefissati.
Va oltre ciò che viene detto nel valutare i timori del cliente, senza lasciarsi fuorviare dalle parole del cliente
Si avvale delle domande per capire meglio, per chiarire o per comprendere
Identifica, all’interno delle preoccupazioni del cliente, le modalità ricorrenti di vedere sé stesso ed il mondo; le differenzia tra fatti ed interpretazioni, diversifica tra pensieri, sensazioni ed azioni
Aiuta i clienti a scoprire da soli, nuovi pensieri, convinzioni, percezioni, emozioni, umori, ecc., che rafforzano la propria capacità di iniziativa e di ottenere ciò che è importante per loro
Comunica ai clienti prospettive più ampie e sollecita l’impegno a cambiare il loro punto di vista per scoprire nuove occasioni per agire
Aiuta i clienti a vedere i fattori, diversi ed interrelati, che influiscono sui loro comportamenti (ad es: pensieri, emozioni, il corpo, il passato)
Esprime comprensione profonda ai clienti in modo che sia utile e significativa
Identifica punti di forza per sviluppare le aree di apprendimento e di crescita, e ciò che è più importante evidenziare durante il coaching
Chiede la differenza tra ciò che è stato osservato e ciò che è stato fatto, chiedere al cliente di distinguere tra elementi importanti e faccende meno importanti, tra comportamenti casuali e ricorrenti.
Ad un livello PCC, lo standard minimo di abilità che deve essere dimostrato per ricevere un punteggio valido per la creazione di consapevolezza è che il coach dovrà concentrarsi su una più profonda indagine del cliente e lo incoraggerà a creare nuova consapevolezza per perseguire la risoluzione dei problemi o per il raggiungimento degli obiettivi.
Il coach incoraggerà l’esplorazione e creazione di nuove tecniche o strumenti per aiutarlo ad occuparsi dell’agenda e il raggiungimento dei risultati desiderati. Il coach non presenterà alcun attaccamento ad uno specifico risultato di coaching e sarà moderatamente disposto a non sapere dove evolverà il coaching. Il coach dimostrerà una capacità di aiutare il cliente ad integrare la nuova consapevolezza che appartiene ad una particolare situazione e ordine del giorno. Il coach, almeno per un po’ di tempo, inviterà il cliente a definire l’apprendimento che sta avvenendo, condividendolo con il coach. Il coach dimostrerà capacità di comprendere il modo in cui il cliente impara, crea, e l’utilità degli strumenti di coaching, così come il linguaggio del cliente.
Un coach non riceverà un punteggio valido per la creazione di consapevolezza sull’esame PCC se il coach non parteciperà all’ agenda del cliente, se cambierà l’agenda senza il contributo del cliente, o se sembrerà legato ad un particolare risultato o soluzione. Il coach, inoltre, non riceverà un passaggio di livello per l’esame PCC se il coach non utilizzerà le modalità di pensiero e di apprendimento del cliente come strumenti di coaching o non userà il linguaggio del cliente come uno strumento di coaching. La valutazione sarà inoltre influenzata negativamente se il coach sembrerà sostituire le valutazioni o gli esercizi standard di coaching ad esclusione dell’utilizzo degli strumenti già in possesso del cliente al fine di creare consapevolezza. Il coach non riceverà un passaggio di livello, se affermerà quale consapevolezza è in atto, senza esplorarla con il cliente.
Progettazione di azioni – Capacità di creare con il cliente opportunità per
l’apprendimento, nel corso del lavoro di coaching / situazioni di vita e per l’adozione di nuove azioni che saranno più efficacemente orientate ai risultati di coaching prefissati.
Aiuta il cliente a concentrarsi e a perlustrare sistematicamente preoccupazioni ed opportunità specifiche in linea con gli obiettivi concordati
Sfida il cliente a studiare idee e soluzioni alternative, a valutare opzioni, e a prendere le decisioni correlate
Approva la sperimentazione attiva e la scoperta di sé stessi, nel caso il cliente desideri applicare nella professione o nella vita ciò che è stato appena discusso ed appreso durante la sessione di coaching
Apprezza i successi del cliente e le capacità di crescita futura
Sfida le ipotesi e le percezioni del cliente per provocare nuove idee e trovare nuove possibilità di azione
Sostiene o porta avanti punti di vista che sono allineati con gli obiettivi del cliente e, mantenendo il distacco, chiede al cliente di considerarli
Aiuta il cliente nell’impegnarsi ad agire ora, durante la sessione di coaching, offrendo supporto immediato
Incoraggia l’elasticità e le sfide, ma anche un ritmo di apprendimento confortevole
Competenze chiave valutate: 1) La capacità del coach di collaborare pienamente con il cliente nella progettazione di azioni che riguardano il cliente e che lo spingono in avanti verso il piano di agenda stabilito; 2) Che le azioni siano di ampiezza e spessore e che possano comprendere il pensiero, la riflessione, la sensibilità, e l’apprendimento; 3) Che le azioni programmate integrino tutto il contesto del cliente; 4) Che le azioni programmate siano appropriate per quanto avviene in sessione, nella quale il cliente ha la propria l’agenda e al tempo stesso i propri risultati desiderati; 5) Che le azioni programmate siano appropriate ai metodi di pensiero, apprendimento e creatività del cliente.
A un livello PCC, lo standard minimo di abilità che deve essere dimostrato ricevere un punteggio valido per la progettazione di azioni è che il coach si impegni nella collaborazione con il cliente, al fine di progettare azioni. Il coach non suggerirà semplicemente azioni o compiti senza il contributo del cliente. Come accade sempre a questo livello, i compiti e le azioni dovranno essere connessi all’agenda dichiarata dal cliente e alle misure di realizzazione di tale ordine del giorno. La proposta dei compiti deve avere un chiaro scopo e il potenziale di spingere il cliente al futuro nel proprio modo di pensare,apprendere, o di agire sull’agenda dichiarata. Le azioni co-create dovrebbero almeno in parte riflettere l’apprendimento e lo stile del cliente.
A questo livello, il coach potrà suggerire di rado strumenti o suggerire schemi per assistere il cliente, ma altresì potrà discutere del valore degli strumenti con il cliente e fornire un input su come dovranno essere utilizzati, piuttosto che semplicemente cercare il consenso del cliente all’utilizzo dello strumento, esercizio, o schema. Gli strumenti, gli esercizi o gli schemi dovranno riferirsi al raggiungimento degli obiettivi dell’agenda del cliente ed essere vicini al suo stile di apprendimento, di creatività e realizzazione.
Un coach non riceverà un punteggio valido per la progettazione di azioni sull’esame PCC se vi sarà poca o nessuna co-creazione nel processo di progettazione di azioni, se le azioni non avranno un chiaro rapporto con l‘agenda del cliente e lo stile di apprendimento e di creazione del cliente, se le azioni non avranno un chiaro scopo e le possibilità di spingere il cliente al futuro, o se gli strumenti consigliati e gli schemi, non avranno una chiara relazione con le esigenze del particolare cliente o con la sua agenda, o se imposti sul cliente senza averne prima discusso.
Competenze chiave valutate: 1) La capacità del coach di collaborare appieno e di esplorare con il cliente al fine di creare obiettivi e piani che corrispondano all’apprendimento e allo stile creativo del cliente, all’agenda dichiarata e ai risultati desiderati; 2) Che i piani e gli obiettivi progettati abbiano ampiezza e profondità che possano comprendere il pensiero, le sensazioni, l’apprendimento e la creatività; 3)Che i piani e gli obiettivi progettati integrino l’intero contesto del cliente, ove risulti approrpiato; 4) Che i piani e gli obiettivi progettati siano adeguati a ciò che si è verificato nella sessione, e dove, a che punto sia il cliente per ciò che concerne l’agenda e i risultati auspicati; 5) Che i piani progettati e gli obiettivi siano appropriati ai modi di pensare, di apprendimento e creatività del cliente; 6) Che, ove risulti appropriato, il coach aiuti il cliente nella progettazione di risultati misurabili, che rappresentano i passi fondamentali verso lo scopo ultimo del cliente.
Pianificare e stabilire obiettivi – Capacità di sviluppare e mantenere un piano efficace di coaching con il cliente
Consolida le informazioni raccolte e stabilisce con il cliente un piano di coaching e di sviluppo che consideri le preoccupazioni e le maggiori aree di apprendimento e di crescita
Crea un piano con risultati che siano realizzabili, misurabili, specifici e con tempi precisi
Modifica il piano secondo l’andamento del processo di coaching e secondo i cambiamenti situazionali
Aiuta il cliente ad identificare e ad accedere a diverse risorse di apprendimento (ad es: libri, altri professionisti, ecc.)
Identifica i primi successi che sono importanti per il cliente
A un livello PCC, lo standard minimo di abilità che deve essere dimostrato per ricevere un punteggio valido per la pianificazione e impostazione dell’obiettivo è che il coach si impegni nella collaborazione con il cliente, coadiuvi il cliente a fissare obiettivi che siano chiaramente e causalmente connessi alla realizzazione degli obiettivi generali e dell’agenda del cliente. I piani e le misure di realizzazione dovranno avere un chiaro scopo e le potenzialità per spingere il cliente al futuro nel modo di pensare, di apprendere, e verso l’azione sull’agenda e le misure globali di successo. A questo livello, il coach potrà anche occasionalmente suggerire strumenti o schemi per assistere il cliente fino a quando gli strumenti non saranno “forzati” sul cliente e fino a quando gli strumenti o gli schemi recheranno un rapporto facilmente riconoscibile per la realizzazione dell’agenda, i risultati auspicati e lo stile di apprendimento e di creatività del cliente.
Un coach non riceverà un punteggio valido per la pianificazione e impostazione dell’obiettivo sull’esame PCC se vi sarà poca o nessuna collaborazione o co-creazione dei piani e degli obiettivi, se il coach risulterà essere la
parte predominante nel suggerire i piani e gli obiettivi, se il coach non sarà in grado di sostenere il cliente nello sviluppo di un efficace piano di coaching, se il piano o gil obiettivi non avranno una chiara attinenza con l’agenda dichiarata dal cliente e risultati auspicati, se il piano o gil obiettivi non avranno un chiaro scopo e le potenzialità di spingere il cliente in avanti, al futuro, o se gli strumenti e gli schemi suggeriti non avranno chiaramente una relazione con le esigenze del cliente in questione o la sua agenda. La valutazione sarà inoltre valutata negativamente se il coach suggerirà strumenti standard o esercizi di coaching senza averne discusso con il cliente l’entità in cui essi possono essere di valore.
Competenze chiave valutate: 1) La capacità del coach di collaborare pienamente con il cliente per creare strutture e metodi per la misurazione dei progressi e mantenere il cliente responsabile nei confronti di se stesso ai fini della propria crescita; 2) Che i metodi e le strutture di responsabilità integrino l’intero contesto del cliente, ogni volta appropriato; 3) Che le strutture programmate e i metodi di responsabilità siano in grado di produrre l’avanzamento del cliente, adeguato a quanto è avvenuto nella sessione, e a che punto è il cliente con la sua agenda dichiarata e con i risultati auspicati. 4) Che le strutture programmate e i metodi di responsabilità siano appropriate ai modi di pensare, apprendere, integrare e creare del cliente; 5)La capacità del coach di fidarsi del cliente ed essere entrambi responsabili e confidenti in modo tale da rendere il cliente stesso responsabile sui metodi che riguardano la responsabilità.
Gestire i progressi e le responsabilità – Capacità di mantenere l’attenzione su ciò che è importante per il cliente e di lasciare la responsabilità di agire al cliente
Chiede con chiarezza quali sono le azioni del cliente che lo porteranno verso gli obiettivi prefissati
Verifica lo stato di avanzamento chiedendo al cliente lo stato degli impegni presi durante le sessioni precedenti
Riconosce al cliente ciò che ha fatto, non ha fatto, ha appreso o di cui si è reso consapevole dalla sessione precedente
Prepara, organizza e rivede con il cliente le informazioni emerse durante la sessione
Mantiene la concentrazione del cliente tra le sessioni dedicando attenzione al piano di coaching e ai risultati, alle azioni concordate e agli argomenti per le sessioni future
Si concentra sul piano di coaching, ma è anche aperto a modificare comportamenti ed azioni secondo il processo di coaching e a cambiare direzione durante la sessione
È in grado di muoversi avanti e indietro all’interno della “visione d’insieme”, verso la quale il cliente si sta dirigendo, senza tralasciare altri obiettivi sui quali il cliente desidera soffermarsi
Promuove l’autodisciplina del cliente e lo ritiene responsabile di ciò che dice, di ciò che intende fare, dei risultati di un’azione, o per un piano specifico con i relativi tempi
Sviluppa la capacità del cliente nel prendere decisioni, identificare le incertezze chiave, e aiutarlo nello sviluppo personale (nell’accettare feedback, nel determinare priorità e definire tempi di apprendimento, nel riflettere ed imparare dalle esperienze)
Si confronta in modo positivo con il cliente che non ha completato le azioni concordate
A un livello PCC, lo standard minimo di abilità che deve essere dimostrato per ricevere un punteggio valido per la gestione dei progressi e la responsabilità è che il coach si impegni nella collaborazione con il cliente per aiutarlo a sviluppare misure di successo e le strutture di responsabilità chiaramente e causalmente connesse alla realizzazione degli obiettivi generali del cliente e alla sua agenda, chiaramente connesse con lo stile di apprendimento e di creatività del cliente.
Le strutture di responsabilità e le misure di realizzazione dovranno avere un chiaro scopo e le potenzialità per spingere il cliente al futuro nel modo di pensare, nell’apprendimento, verso l’azione sull’agenda e verso le misure globali di successo, così come approfondire il loro apprendimento.
A questo livello, il coach potrà anche occasionalmente suggerire strumenti o schemi per assistere il cliente fino a quando gli strumenti non saranno “forzati” sul cliente e che gli strumenti o le strutture rechino un rapporto facilmente riconoscibile per il raggiungimento dell’agenda del cliente e i risultati auspicati, nonché lo stile di apprendimento e di creazione del cliente.
Un coach non riceverà un punteggio valido per la gestione dei progressi e di responsabilità per l’esame PCC se vi sarà poca o nessuna collaborazione di co-creazione per misure di successo e per le strutture di responsabilità, se la voce del coach risulterà essere la più significativa nell’impostazione delle strutture di responsabilità, se il coach non sarà in grado di sostenere il cliente nello sviluppare misure efficaci e la struttura di responsabilità, se le misure e le strutture non avranno una chiara relazione con l’agenda del cliente e il risultato auspicato o non avranno una chiara relazione con l’apprendimento e la creazione di processi, se il piano o il obiettivi non avranno un chiaro scopo e
la potenzialità di spingere il cliente in avanti, o se gli strumenti e le strutture suggerite non rechino chiaramente un rapporto con le esigenze del cliente particolare o la sua agenda. La valutazione avrà inoltre un esito negativo se il coach suggerirà strumenti standard o esercizi di coaching senza avere discusso l’entità in cui essi possono essere di valore.
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